17-18 marzo – Danze del Sud Italia con Margherita D’Amelio

17 e 18 marzo – Volare e Tarantella Scalza presentano: Danze del Sud Italia con Margherita D’Amelio

Un laboratorio di danze nel fine settimana:
Sabato 17.  dalle 10:30 alle 16:00
Domenica 18.  dalle 10:30  alle 16:00
Am Karlstor 1 – Heidelberg (sopra il Karlstorkino)

Questo laboratorio di danze offrirà l’opportunità di immergersi nelle festose e travolgenti danze popolari della tarantella, della pizzica e della tammurriata. Il fascino e la bellezza di tali danze si esprimono attraverso la forza di riti primordiali e il giocoso dialogo dei protagonisti della danza. Oltre al divertimento, l’obiettivo del laboratorio non è quello di insegnare solamente dei passi di danza, ma anche quello di accompagnare i partecipanti nella riscoprerta e nell’espressione della propria spontaneità attraverso il movimento.

La pizzica in particolare è legata al singolare fenomeno delle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo, dove la “tarantata” è la persona sofferente il cui male deriva dal morso velenoso della tarantola. Il manifestarsi dei sintomi del tarantismo in un soggetto trovava risposta nella partecipazione ad un complesso rito terapeutico il quale, avvalendosi di uno specifico apparato ritmico, musicale, e coreutico, riusciva a guarire la persona sofferente attraverso la trance causata dalla lunga e travolgente danza.
Ulteriori informazioni sui suddetti balli popolari: Tarantole, tammorre e tarantelle

Margherita D’Amelio, pugliese di nascita, vive e lavora a Berlino dal 1987 , dove insegna „Tanz und Perkussion“ alla Leo Kestenberg Musikschule e tarantella e coreografia alla Theaterakademie. Margherita D’Amelio è anche fondatrice del gruppo di musica e danza TarantaScalza.

Le iscrizioni sono aperte fino al 10 marzo 2012
Primo laboratorio (Sabato 17 marzo 2012 10:30 – 16:00): 40 €
Secondo laboratorio (Domenica 18 marzo 2012 10:30 – 16:00): 40 €
Entrami i laboratori (17 e 18 marzo 2012): 70 €
10% di sconto per i soci di Volare e. V.

Per iscriversi mandare un email a Volare e.V. – volare.dik@googlemail.com – indicando l’opzione scelta, oppure cliccare direttamente su una delle opizioni sottostanti:

Iscrizione laboratorio completo di due giorni: 70€
Iscrizione per il solo primo laboratorio: 40€

Iscrizione per il solo secondo laboratorio: 40€

Le coordinate bancarie per il bonifico verrano comunicate in risposta all’email di iscrizione.

Tarantole, tammorre e tarantelle

Nelle regioni del centro-sud Italia, e in particolare in Puglia, Campania, Calabria e Sicilia, si custodisce un tesoro di tradizioni popolari nell’ambito etnomusicale e coreografico. Tradizioni stratificatesi nel corso dei millenni a partire dai riti e dalle feste pagane delle società contadine protostoriche a cui nei secoli si sono aggiunte le tradizioni delle colonie della Magna Grecia, con i loro riti di guarigione musicale tipici della spiritualità orfica, e le influenze della dominazione saracena.

Tra tutte le danze del centro-sud Italia quella che ha suscitato maggiore interesse tra gli etnologi, in quanto legata al singolare fenomeno delle pratiche terapeutiche coreomusicali del tarantismo, è sicuramente la pizzica. Nella tradizione del tarantismo la „tarantata“ è la persona sofferente il cui male deriva dal morso velenoso della „taranta“, animale simbolico riconducibile alla tarantola. In tale contesto il manifestarsi dei sintomi del tarantismo in un soggetto trovava risposta nella partecipazione ad un complesso rito terapeutico il quale, avvalendosi di uno specifico apparato ritmico, musicale, e coreutico, riusciva a guarire la persona sofferente attraverso la trance causata dalla lunga e travolgente danza. Come ha chiarito nel 1959 l’etnologo Ernesto de Martino nella famosissima monografia etnografica „La Terra del Rimorso“, i tentativi di comprensione del complesso fenomeno non possono prescindere da un approccio multidisciplinare. Il tarantismo è infatti un fenomeno con il quale si sono confrontate diverse scuole di pensiero e discipline: etnologia, psicologia, storia delle religioni, mitologia, medicina, antropologia, etnomusicologia, zoologia e psichiatria. Senza un tale approccio si rischierebbe di relegare il tarantismo ad un’espressione dell’ignoranza e della credulità popolare.

Il patrimonio della pizzica e degli altri balli popolari si conservò in tutta la sua arcaica vitalità fino ai primi decenni del dopoguerra. Ogni festa, ogni rito, ogni celebrazione venivano accompagnati dal ballo; nozze, banchetti, feste patronali: tutte le occasioni erano buone per esprimere la propria corporeità in figure che andavano dall’imitazione di gesti legati al lavoro agricolo, all’atto propiziatorio, dal corteggiamento al rito terapeutico.
Negli anni successivi questo fenomeno conobbe un declino. Le giovani generazioni spesso consideravano quelle manifestazioni come un’espressione di arretratezza culturale di cui vergognarsi.
Fortunatamente alcune isole hanno resistito. Prime tra tutte il Salento e la Campania. E a partire dagli anni ’90 c’è stato un rifiorire di interesse anche nelle nuove generazioni. Sono sorti nuovi gruppi, scuole di ballo e feste in tema. È così che la pizzica in Salento e la tammurriata in Campania rappresentano oggi le principali danze popolari oggetto di una riscoperta in Italia e ancora da scoprire nel resto del mondo.

Le nostre serate di laboratori e concerti nutrono l’ambizione di portare le festose e
travolgenti danze popolari della pizzica e della tammurriata fuori dai confini italiani:
sia per la divulgazione di un aspetto culturale italiano quasi sconosciuto nella nostra realtà locale tedesca, sia per offrire ai nostri connazionali residenti in Germania la possibilità di riscoprire o approfondire una parte importante della propria tradizione culturale.

Le serate partiranno nel pomeriggio con un laboratorio nel quale, oltre ed apprendere ed esercitare i passi base per poter ballare nel concerto che seguirà, verranno anche illustrati gli aspetti storici ed antropologici di queste danze popolari per consentire ai partecipanti di godere appieno di tutti gli aspetti coreo-musicali di queste danze. Chi fosse interessato esclusivamente all’aspetto musicale avrà la possibilità di accedere al solo concerto finale ad un prezzo ridotto.

Esempi di musica e ballo

Tammurriata NeraTammurriata GuglianeseTammurriata più „ortodossa“ (il ballo comincia dopo un minuto circa)

PizzicaPizzica salentina

Interessante documentario dell’antropologo De Martino che nel dopoguerra studiò il fenomeno della Pizzica/Taranta da un punto di vista antropologico (prima parte – seconda parte)

Tarantole, tammorre e tarantelle

Tarantole, tammorre e tarantelle (Taranteln,  Trommeln und  Tarantella): Abende im Zeichen des Tanzens, der Traditionen, der Folklore sowie der volkstümlichen Kultur   Mittel- und Süditaliens

In den Regionen Mittel- und Süditaliens, insbesondere in Apulien, Kampanien, Kalabrien und Sizilien, wird das kulturelle Erbe der musikalischen und choreographischen volkstümlichen Traditionen besonders bewahrt. Diese Traditionen sind im Laufe der Jahrtausende aufeinandergetroffen, angefangen von den heidnischen Riten und Festen der urgeschichtlichen bäuerlichen Siedlungen bis zu den im Laufe der Jahrhunderte hinzugekommenen Traditionen der Kolonien der Magna Grecia, mit den Riten für die Heilung durch Musik – typisch der orphischen Spiritualität – und den Einflüssen der sarazenischen Herrschaft.
Unter allen Tänzen Mittel- und Süditaliens ist sicherlich die “pizzica“ der Tanz, der die größte Aufmerksamkeit der Ethnologen erregt hat, weil dieser Tanz dem sonderbaren Phänomen der therapeutischen Praktiken des Tarantismus durch Choreographie und Musik verbunden ist. Bei der Tradition des Tarantismus ist die “tarantata“ (die von der Tarantel besessene) die leidende Person, deren Leid durch den giftigen Biss der “taranta“ (Tarantel) als symbolisches Tier, verursacht ist. In diesem Kontext war für jemanden, bei dem die Symptome des Tarantismus auftraten, die Teilnahme an einem komplexen therapeutischen Ritus die Folge. Mittels einer bestimmten rhythmischen, musikalischen und tänzerischen Inszenierung durch den Trancezustand infolge des langen und mitreißenden Tanzes gelang es, die leidende Person zu heilen. Wie der Ethnologe Ernesto de Martino 1959 in der sehr berühmten ethnographischen Monographie “La Terra del Rimorso“ erläutert hat, darf man bei den Versuchen, das Phänomen zu verstehen, eine multidisziplinare Annährung nicht auslassen. In der Tat ist der Tarantismus ein Phänomen, mit dem sich verschiedene wissenschaftliche Schulrichtungen beschäftigt haben wie: Ethnologie, Psychologie, Geschichte der Religionen, Mythologie, Medizin, Anthropologie, ethnische Musikologie, Zoologie und Psychiatrie.
Die pizzica wie auch andere traditionelle Tänze blieben bis zu den ersten Jahrzehnten der Nachkriegszeit in all ihrer archaischen Vitalität erhalten. Man tanzte die pizzica bei jedem Fest, jedem Ritus und jeder Feier wie Hochzeiten, Festessen oder Patronatsfeier. Man ließ keinen Anlass aus, um sich mit dem Körper auszudrücken, von der Imitation der Bewegungen der Landarbeiten bis zum versöhnlichen Tanz, von der Partnerwerbung bis zum therapeutischen Ritus. In den darauffolgenden Jahren ging dieses Phänomen jedoch verloren. Die junge Generation betrachtete jene Erscheinungen oft als Ausdruck kultureller Rückständigkeit, für die man sich schämen müsste.
Erfreulicherweise haben vereinzelte Gebiete wie der Salento und Kampanien an der Tradition festgehalten, und seit den 90er Jahren ist auch bei der neuen Generation das Interesse daran neu geweckt worden. Es sind neue Tanzgruppen und Tanzschulen entstanden und wurden Feiern mit diesem Thema veranstaltet. Auf diese Weise sind die Pizzica in Salento und die Tammurriata in Kampanien die hauptsächlichen Volkstänze geworden, die in Italien neu entdeckt wurden, die aber in der restlichen Welt noch bekannt zu machen sind.
Unsere Workshops und Konzertabende sind bestrebt , diese fröhlichen, mitreißenden Volkstänze außerhalb der Grenzen Italiens bekannt zu machen, um einerseits einen im Ausland unbekannten italienischen kulturellen Aspekt zu verbreiten und andererseits unseren in Deutschland lebenden Landsleuten die Möglichkeit zu geben, einen wichtigen Teil der eigenen Traditionen wieder zu entdecken oder zu vertiefen.
Die Abende werden mit einem Workshop starten, bei dem die geschichtlichen und anthropologischen Aspekte dieser Volkstänze erläutert sowie die Grundschritte geübt werden. Bei dem anschließenden Konzert kann man dann mittanzen und so die Musik und die Choreographie genießen. In diesem Workshop geht es nicht darum, möglichst viele Schritte zu lernen und sie perfekt zu beherrschen, sondern Ihre eigene Ausdruckskraft und Spontaneität zu entdecken und zu entfalten – und natürlich um den Spaß am Tanzen! Für diejenigen, die ausschließlich an dem musikalischen Aspekt interessiert sind, gibt es die Möglichkeit, lediglich das Abschlusskonzert zu einem reduzierten Preis zu besuchen.

Beispiele von Musik und Tanz

Tammurriata NeraTammurriata Guglianese, klassische Tammurriata (Der Tanz fängt nach eine Minute an)

PizzicaPizzica salentina

Interessante Dokumentarfilm der Antropologe De Martino (erster Teilzweiter Teil)